Basket: I Numeri di Verona prossima avversaria della Pallacanestro Trapani

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La formazione scaligera, guidata da coach Ramagli, ha deluso per gran parte del girone d’andata salvo poi cambiare decisamente passo, come testimonia la striscia aperta di ben sei vittorie consecutive che l’ha proiettata a ridosso delle prime due posizioni di classifica. L’obiettivo è chiaramente quello di cavalcare l’onda, verso un finale di stagione che possa far sognare il ritorno nel basket che conta. Il roster è davvero super, impreziosito da alcuni atleti che il piano di sopra l’hanno frequentato per davvero. In cabina di regia troviamo Jerry Smith (1987), l’anno passato nella massima serie a Cantù. A lui il compito di imprimere la sua proverbiale energia su entrambi i lati del campo. Molto abile in uno contro uno, assist-man notevole oltre che buonissimo difensore, non è invece affidabile al tiro da fuori. Finora viaggia a 14.6 p.ti, 4.4 rimbalzi, 3.6 assist, tirando con il 57.8% da due ed un deficitario 28.6% da tre. Conquista inoltre tanti liberi e da una grossa mano anche a rimbalzo. La guardia è il veterano Marco Carraretto (1977), ex Nazionale e Siena con al suo attivo ben otto scudetti. Il suo talento non si discute ma non è riuscito a calarsi nel ruolo di protagonista dopo un decennio da gregario, pur di lusso. Deludente. Occhio però al suo tiro dalla distanza. Finora ha contribuito (poco) alla causa con 5.4 p.ti, 2.5 rimbalzi, sparacchiando da due (39.2%), facendosi però trovare pronto dalla distanza (40.3%) oltre che ai liberi (87%) dove però lo si vede di rado, poiché l’uno contro uno non è tra le specialità della casa. L’ala piccola è Ronell Taylor (1982) che negli ultimi tre anni ha giocato in Belgio facendosi apprezzare anche per le doti di buon difensore oltre che di realizzatore. Finora scrive 14.6 p.ti per gara conditi da ben 6 rimbalzi e 3 assist. Buone le percentuali da due (52.4%), male invece da tre (30.3%). È un giocatore completo, che coniuga atletismo e versatilità. Quest’ultima gli permette di poter essere impiegato in più ruoli, rendendolo tatticamente prezioso nello scacchiere di coach Ramagli. Sotto canestro troviamo due lunghi atipici. Il primo è Craig Callahan (1981), ex Barcellona, atleta col vizio della “doppia doppia”. Vera arma letale da quattro atipico date le sue doti tecniche da esterno puro e, soprattutto, il micidiale tiro da fuori. Le sue attuali cifre stagionali recitano 13.9 p.ti, 6.4 rimbalzi, un ottimo 56% da due ed un eccellente 43% da tre. Non ama molto i contatti, ragion per cui lo si vede col contagocce nei pressi della linea della carità. L’altro lungo, anch’esso più un’ala che un centro, è il confermato Matteo Da Ros (1989), talento puro al servizio della causa. Finora viaggia con 7.6 p.ti (46.4% da due, 37.1% da tre), catturando 4.4 rimbalzi e servendo 2 assist per gara. La sua atipicità è spesso un rebus irrisolvibile per i più lenti lunghi avversari. L’unico centro puro della squadra è Luca Gandini (1985), ex Trieste, che rimane sul parquet circa 22’ per gara, incidendo non poco con 5.4 p.ti, 5.4 rimbalzi, un buonissimo 57.9% da due ed un eloquente 4/20 da tre (20%). Una grossa mano arriva poi dall’esperta ala Giorgio Boscagin (1983) che sta letteralmente vivendo una seconda giovinezza. Buon difensore, si affida inoltre alla sua mano educata anche se il vero marchio di fabbrica è la sua proverbiale grinta. Garantisce finora 9.3 p.ti (51.4% da due, 41.1% da tre, 83.1% ai liberi) oltre 3.3 rimbalzi. “On fire”! Un buon contributo arriva altresì dalla guardia, ex Treviglio (DNA), Davide Reati (1988) che si alza dalla panchina per colpire dalla distanza. Emblematiche le sue statistiche: finora ha tirato solamente 18 volte dalla lunetta, 25 da due e ben 93 da tre (con il 45.2%). Scrive 6.8 p.ti oltre 1.6 rimbalzi di media. Nel roster poi troviamo l’ex Stella Azzurra Roma (DNB) Alessandro Grande, playmaker del 1994, finora in campo per circa 6 minuti a gara, ed infine Lucio Salafia (1994), pivot di 210 cm proveniente da Avellino (Serie A), finora non pervenuto.

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