Dattilo Noir, Formisano: «Obiettivo? Trovare continuità»

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Sosta forzata ieri per il Dattilo Noir che, causa avverse condizioni metereologiche, ha dovuto rimandare il proprio impegno in trasferta contro il Troina. L’incontro sarà recuperato il prossimo 8 febbraio. Cambiato dunque il carico di lavoro da parte di mister Massimo Formisano, intervenuto ai nostri microfoni: «Il presidente ci ha comunicato sabato sera che la partita è stata posticipata al prossimo 8 febbraio. Ai ragazzi ho concesso due giorni di riposo; ricominceremo a lavorare per preparare la partita contro il Pro Favara. Con il recupero si aprirà un mini ciclo terribile, visto che pochi giorni prima, domenica 5, andremo a Paceco». L’allenatore si è soffermato sul campionato giocato fino a qui, facendo un primo bilancio: «Siamo discontinui, è inutile girarci attorno. Le otto vittorie e le altrettante sconfitte con un solo pareggio la dicono lunga sulla nostra tenuta. Siamo tra le squadre, nell’intero girone, che segna ma che, al contempo, subisce tanto. Non è un problema di difesa.  Lo scorso anno eravamo più completi: in questo campionato è stata inserita qualche novità ma la fortuna fino ad ora non ci ha sorvegliato. Tra infortuni e squalifiche non posso contare su tutti i miei uomini addirittura da inizio stagione». Gennaio fa rima anche e soprattutto con il calciomercato; porte aperte sia in entrata che in uscita: «Carioto e Serio rappresentavano due pedine importanti nel nostro scacchiere. Non siamo rimasti a guardare e ci siamo assicurati di giocatori che rappresentano una sicurezza per la categoria, come Davide Mento che ci darà una grossa mano in attacco, così come Agostino De Luca, arrivato dal Pro Favara. Non mi lamento dell’organico; sono convinto che se avessi tutti a disposizione potremmo fare certamente meglio. La cosa più importante – prosegue Formisano – sarà tenerci il più lontano possibile dalla zona pericolosa della classifica». Il campionato d’Eccellenza però non risulta mai banale, non solo per quanto succede all’interno del rettangolo di gioco, ma anche per quanto accade fuori. Il riferimento va alle vicende delle panchine di Paceco e Riviera Marmi: «Quanto successo a Chianetta a Paceco, e a Melillo a Custonaci, sorprende anche me. Risulta strano come due allenatori, alla prima esperienza in Eccellenza, abbiano lasciato le squadre al primo posto in classifica, nel caso del Paceco, e in piena zona play off, come la Riviera Marmi. Capita anche questo nel calcio, ossia le incomprensioni con le rispettive società. Melillo veniva dal salto di categoria, stava svolgendo un ottimo ma poi la decisione di lasciare. Gli ho mandato un SMS e mi ha risposto con un “ci sono altre cose che vanno oltre l’aspetto calcistico”».    

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