E’ un altro Trapani e guai a darlo per spacciato

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La corsa liberatoria di panchina, giocatori e staff. Tutti verso la curva ad esultare con i propri tifosi, meravigliosi come sempre. E’ come se in quella porzione del  “Cino e Lillo Del Duca” ci fosse tutta una città a spingere i granata verso un pari insperato, almeno alla fine del primo tempo. Il Trapani è vivo, seppur ultimo; il Trapani non muore mai, seppur costretto ancora a guardare tutti gli avversari dal gradino più basso. Si cadrebbe nel banale ma è ormai un dato di fatto: questa dell’inizio del girone di ritorno, è tutta un’altra squadra. Una squadra in grado di reagire a due reti di svantaggio, con l’aggravante dell’assenza di due pedine tanto importanti in campo quanto carismatici come capitan Pagliarulo e Nizzetto: condizione inimmaginabile nemmeno secondo il migliore degli ottimisti. Dall’ultima di andata, seppur uno 0-0 contro il Brescia, è cambiato qualcosa, anzi tutto. Il lavoro del duo Salvatori-Calori è mirato, scelto con oculatezza e determinante fino ad ora. Gente motivata come Pigliacelli, Jallow, Rossi e ultimo in ordine cronologico, Jacopo Manconi, aspettando l’impiego di Stefano Cason. Tutti giovani con voglia di sorprendere, di fare e di rilanciarsi.

Mister Calori è costretto a mischiare le carte. Alla vigilia si pensava che le assenze per squalifica potessero stravolgere la squadra con un ritorno al 3-5-2, invece no. Con Kresic, in mezzo alla difesa, c’è Legittimo e Rizzato a riappropriarsi della fascia di sinistra. In mezzo c’è Colombatto al posto di Rossi, fermo ai box. La vera novità riguarda però il reparto avanzato del pacchetto perché c’è Canotto al posto di Nizzetto e, ad affiancare Citro, c’è Curiale con Coronado seduto in panca. L’inizio è da incubo: l’Ascoli, dopo 25 minuti, è avanti 2-0 grazie alla doppietta di Favilli e con il pericolo di subìre la terza marcatura con Orsolini che però, fortunatamente, lascia aperto qualche spiraglio di speranza di rimonta, seppur flebile. Il Trapani però le occasioni per riaprirla già nei primi 45′ ce le ha prima con Canotto, al 37′, che calcia male da posizione invitante; poi, al 42′, con Barillà che trova in verticale Curiale in area che la gira ma si ritrova Lanni in uscita bassa a respingere.

Sembra un Trapani troppo brutto per quanto abbia fatto vedere nelle ultime settimane. Bisogna tornare pian piano a galla, tornare a respirare. Infatti, Maracchi e compagni cambiano marcia. Con lo stesso undici iniziale. I granata restano stabilmente nella metà campo avversaria; al 55′ l’episodio del rigore: trattenuta su Maracchi, calcio di rigore che Citro trasforma centralmente. 2-1. Calori porta forze fresche in campo, gettando nella mischia Jallow al posto di Canotto. E così poco dopo con il debutto di Manconi per Curiale. Nel frattempo i trapanesi sono sempre lì, a cercare lo spazio giusto, il varco, la ripartenza per chiuderla. Dopo una buona chance con Citro che chiude sull’esterno della rete, altro calcio di rigore ma questa volta per i padroni di casa. Dal dischetto Gatto conclude centralmente ma Pigliacelli rimane immobile e respinge. Il portiere è ancora più super nella ribattuta sempre sul bianconero. Aspirazioni di rimonta che si fanno sempre più concrete con l’ingresso di Igor Coronado, particolarmente ispirato e in grado di mettere in difficoltà la difesa, apparsa col passare dei minuti sempre più in affanno. Arrembaggio finale e nel terzo dei quattro minuti di recupero, dai e vai tra Manconi e il brasiliano con il numero nove a piazzare la sfera alle spalle di Lanni. Primo gol per l’attaccante di proprietà del Novara e tutti impazziti. Maracchi, Jallow, Manconi e la definitiva conferma di Pigliacelli. Nomi nuovi, sconosciuti fino a poche settimane fa ma già in grado di far riaccendere un fiducioso ottimismo che a Trapani non si vedeva da parecchio tempo.

Adesso un’altra finale. Altra trasferta, contro lo Spezia.

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