La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria

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Con un finale come quello di ieri pomeriggio, riuscire a mantenere un certo aplomb risulterebbe parecchio complicato anche al più abbottonato degli inglesi. È ciò che è successo anche a mister Alessandro Calori al termine delle ostilità, che è corso sotto la curva andandosi a prendere i più che meritati applausi dalla Nord, salvo poi tornare nel ragionato distacco che lo contraddistingue. Una partita che non passerà di certo negli annali del calcio per lo spettacolo (così come un po’ tutte le partite del Pisa di quest’anno), però il Trapani ha saputo dosare forza, testa, non si è lasciata sopraffare dalla fretta ed ha concesso nulla ad una squadra che ha dato l’impressione, dopo un certo punto della gara, di accontentarsi di un punto quando la classifica la vede al penultimo posto.

E se il Pisa è il peggior attacco dell’intero torneo di B con 21 gol, eccolo spiegato. I numeri dicono tanto durante la stagione, ma, sempre il Pisa smentisce tutto quando mostra che i le reti subìte sono solo 28. Miglior difesa del campionato. Mmm…che la coerenza (o la pazzia) sotto la Torre sia di casa lo si è intuita anche ieri con l’inizio intraprendente dei pisani che attaccano senza però creare alcuna palla gol nitida. Il Trapani fa fatica a trovare varchi: Nizzetto e Coronado sono costretti a partire larghi in quanto il centrocampo ospite concede poco in mezzo. Colombatto è ingabbiato e allora ci prova talvolta Pigliacelli a lanciare l’asso brasiliano in sgroppate a campo aperto e in situazione di superiorità, soprattutto su calci da fermo avversari. È di Legittimo il tiro pericoloso che al 36’ si spegne sopra la traversa. Non una vera e propria occasione ma quantomeno ci si avvicina.

La storia cambia nella ripresa quando al 52’ Coronado, dalla media distanza, impegna Ujkani, costringendo il portiere kosovaro a rifugiarsi in angolo. Il Trapani alza il baricentro, Casasola si propone in avanti con più insistenza, tanto da concedersi anche un cross che è a tutti gli effetti un tiro rischiando di sorprendere il portiere avversario sul primo palo. Maracchi poco dopo spara sull’esterno della rete. Gattuso prova a spronare i suoi che lentamente si spengono provando a gettare nella mischia Tabanelli e soprattutto Cani, vera punta di ruolo. Ma i granata non demordono e rispondono con il rientrante Citro che prende il posto di un combattivo Barillà: il 18 locale ha subito sui piedi l’occasione dell’1-0 quando, ben trovato in area da Manconi, viene stoppato da un super di intervento di Ujkani con tutto il “Provinciale” che già gridava al gol. È il giorno dei rientri: torna Jallow che prende il posto di Manconi. Il gambiano da il “la” alla rete: palla al largo sulla fascia destra per Casasola che ha spazio davanti a sé e mette un pallone in mezzo teso e basso che incontra il tocco sotto porta di Citro con la difesa toscana che questa volta nulla può. È il delirio nel secondo dei tre minuti concessi. Quinto gol in campionato per l’attaccante che si scrolla di dosso un periodo complicato complice tormenti fisici che lo hanno tenuto lontano dal campo per un mese. È il gol più importante ad oggi, in questo campionato, perché il Trapani ha bisogno dei gol pesanti di Citro. La gioia porta a vibranti emozioni: lo stesso Citro piange, così come Nizzetto che nelle ultime battute di gioco ha lasciato spazio a Raffaello. Tre punti clamorosamente importanti per ripartire dalla battuta d’arresto di Ferrara contro la Spal. La classifica dice 41 punti e fuori dalla zona play out. Martedì altra finale a Carpi. Senza paura. La meravigliosa avventura andrà avanti ancora per cinque km con l’El Dorado ben in vista. Alle spalle corrono, qualcuno comincia ad arrancare e la scalata è da chiudere al meglio. Proprio come faceva Michele Scarponi.

Foto: fonte trapanicalcio.it

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