“Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta”

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Riavvolto il nastro. Tornati indietro di una settimana. Altra trasferta, altri avversari in bianco e nero. Nuovo avvio da incubo, ulteriore finale da coronarie impazzite. Lo stesso spartito come in un racconto fiabesco con il classico “parziale” lieto fine. E’ un epilogo felice ma incompleto, godurioso per l’antipatia sportiva verso lo Spezia ma relativo. Sono stati questi i pensieri che si sono rincorsi subito dopo il triplice fischio finale del “Picco” di La Spezia. A otto giorni dal 2-2 del “Cino e Lillo Del Duca” contro l’Ascoli, il Trapani sfodera un’altra gara dai due volti contrastanti.

Ancora novità di formazione per i granata, ma non nel modulo, il 4-3-1-2. Ci sono Casasola, terzino a destra al posto dell’appiedato Fazio. Pagliarulo, tornato a disposizione dopo la squalifica così come Nizzetto. Davanti Manconi con Citro. L’avvio è da brividi: dopo 19” Granoche sfrutta uno scivolone di Kresic e batte Pigliacelli con un pallonetto. Le cose si mettono ancora più in salita al 10′ quando, ancora una volta, “El Diablo” firma la doppietta dopo un calcio da fermo in cui la difesa tarda a salire. 2-0. Subìre per ripartire è lo slogan del Trapani che deve attraversare un male necessario per cominciare a giocare. Ed è così perché pian piano i granata mettono fuori il naso e alla prima occasione, al 35′, accorciano le distanze con un’iniziativa in area di rigore di Barillà, il migliore dei suoi, che propone al centro dell’area un pallone che incontra il destro di Tiago Casasola, alla prima rete con la maglia granata. Cambia tutto: un minuto dopo, Manconi prova un gol da favola a giro sul secondo palo degno del miglior Roberto Baggio. Ah, buon mezzo secolo Divin Codino.

Pigliacelli evita il 3-1 ad inizio secondo tempo sul tiro di Sciaudone dopo uno scambio con Piccolo. Il match è più aperto che mai e allora Calori va ad offendere ancora con l’ingresso di Jallow al posto di Nizzetto, passando ad un 4-3-3 leggero con Manconi al centro con Citro ed il gambiano in grado di rientrare sul piede che prediligono. Così accade pochi minuti con l’attaccante da poco entrato in grado di impegnare e non poco Chichizola, costretto a deviare prima sulla traversa e poi in angolo. Emblematica la reazione del 27 granata che arringa i tifosi, quasi a prevedere un qualcosa che da lì a poco sarebbe avvenuto. Lo Spezia arretra il baricentro e il Trapani è sempre più pericoloso e al 68′ sfiora il pari con Maracchi che all’interno dell’area impatta male con la sfera. Fuori uno stremato Citro e dentro Coronado. Momenti di tensione che lasciano le due squadre in dieci per le espulsioni dei “poco amici” Casasola e Fabbrini. Non c’è più nulla da perdere e Curiale, a quattro dal termine, rileva Rizzato stravolgendo ancora l’assetto tattico passando ad un 3-3-3, 3-2-4 con Maracchi e Barillà ad avvicendarsi nella posizione di centrosinistra, o ad un arrembante 2-3-4.

Giungono i titoli di coda, si arriva dunque in “zona Trapani”. Nel primo dei quattro minuti di recupero, corner corto, difesa spezzina impreparata, palla dentro e a graffiare ancora una volta ci pensa il capitano, Luca Pagliarulo. E’ ancora mucchio granata sotto la curva ospiti, così come a Vercelli e ad Ascoli. E’ l’ulteriore dimostrazione di un Trapani tutto cuore che non si arrende, che sembra cadere al tappeto ma ancora in grado di sferrare un gancio. Nella settimana delle più romantiche delle ricorrenze, il Trapani impersona il partner con il quale si litiga e da cui inevitabilmente si ritorna.

I punti di distacco davanti alle dirette concorrenti si riducono. Ternana, Pro Vercelli e Latina hanno perso aspettando oggi alle 15 il Pisa contro il Frosinone. Sabato prossimo si torna al “Provinciale” contro la Salernitana.

Foto: fonte trapanicalcio.it

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