Paceco, Marino risponde alle voci di una ipotetica cessione del titolo

1844

Nelle ultime ore si stanno rincorrendo voci secondo cui il presidente del Cinque Torri Trapani, Giulio D’Alì, sarebbe fortemente interessato ad acquistare il titolo del Paceco, fresca della promozione in serie D. In questa direzione, inoltre, D’Alì avrebbe in canna un grande colpo per  la categoria, vale a dire Adriano Montalto, attaccante ex Trapani, nell’ultima stagione alla Juve Stabia. Chiacchiere che però hanno incontrato la risposta del diretto interessato, Salvatore Marino, presidente del Paceco che, attraverso un lungo comunicato apparso poco fa nella pagina ufficiale Facebook, commenta così la vicenda: «Apprendo dalla pagina trapanese del Giornale di Sicilia di oggi, notizia diffusa a quanto pare pure durante il programma Sport Sud di lunedì sera, che sarebbe stata avviata una trattativa di fusione fra la nostra associazione e la Cinque Torri di Trapani. Non essendo a conoscenza di alcuna trattativa in tal senso mi vedo, quindi, costretto a intervenire direttamente per smentire questa notizia. Colgo l’occasione per smentire anche le altre voci circolate in queste settimane, anche attraverso i social, riguardanti la cessione del titolo sportivo alla città di Marsala o lo scambio dei titoli sportivi con il Mazara calcio. Posso assicurare – afferma Marino – che la volontà dei dirigenti della A.D. Pol. Paceco 1976 è quella di disputare la serie D a Paceco ed è in tal senso che abbiamo avviato una serie di trattative di sponsorizzazione con alcune aziende locali e non, alcune delle quali in via di definizione. Certo, in questo mese abbiamo valutato i costi di cui l’associazione si è fatta carico negli anni ed i costi che un campionato interregionale di serie D comporta, ma la Polisportiva Paceco 1976 appartiene al patrimonio di Paceco e di tutti i pacecoti, anche di quelli residenti nel resto d’Italia e del mondo ed i tantissimi messaggi di esortazione a non mollare che abbiamo ricevuto in questi giorni, alla luce delle suddette voci, ci hanno dato un’ulteriore conferma dell’attaccamento verso questa realtà».

Oltre al capitolo sponsor, è la faccenda stadio a tenere banco: «L’unico motivo valido affinché Paceco non possa disputare la serie D in casa propria è da richiamare solo ed esclusivamente al fattore stadio: attualmente il “Giovanni Mancuso” non è idoneo alla disputa di partite interregionali in quanto la capienza totale non raggiunge il numero minimo di 1000 spettatori, non è presente un settore ospiti, manca una sala stampa ed anche gli spogliatoi avrebbero bisogno di un restyling consone alla categoria, ma dagli incontri avuti con l’Amministrazione Comunale abbiamo ricevuto risposte rassicuranti su un nuovo progetto di gestione del campo che ci consentirebbe di apportare tutte le modifiche strutturali necessarie senza ulteriori aggravi sul bilancio comunale. C’è tutta la volontà di continuare, – conclude – ovviamente partendo da una certezza che è quella dello stadio, perché, oltre alla serie D, abbiamo un settore giovanile e la prima squadra ha spesso attinto da lì e più di 200 ragazzi ruotano intorno alla nostra programmazione. Sicuramente ci dovranno essere delle condizioni tali da migliorare l’intero progetto. Nella mia qualità di Presidente, dunque, smentisco tutto, ribadendo, invece – come sempre detto – che io e i miei soci restiamo disponibili all’ingresso nella compagine societaria di nuove forze intenzionate a dare una mano concreta al nostro Paceco».

SHARE