Pallacanestro Trapani, i numeri di Brescia

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Nel corso della regular season di A2 Citroën Est, la Leonessa si è confermata ai livelli che nelle passate stagioni le hanno permesso di stabilirsi ai vertici del secondo campionato nazionale, sfiorando più volte l’ambito ritorno al piano di sopra. In estate coach Andrea Diana ha puntato sulla conferma del gruppo di italiani, traendo ottimi dividendi da questa oculata scelta. Il sistema di gioco di Brescia funziona come un orologio ed il secondo posto finale nel girone di appartenenza ne dà ampia testimonianza. La recente aggiunta di un atleta del livello di David Moss impreziosisce l’organico e non lascia alcun dubbio sulle intenzioni della società lombarda, che punta alla promozione nella massima serie. Passiamo ora ai singoli componenti del roster. In cabina di regia troviamo Juan Fernandez (1990), le cui innate doti da leader gli permettono di orchestrare il gioco con autorità, facendosi oltretutto apprezzare per le capacità di grande passatore, nonché di ottimo tiratore dalla distanza. In questa stagione ha viaggiato con 10.6 p.ti, 1.5 recuperi e ben 4.3 assist a gara. Eccellente poi il 44% da tre, specialità che da sempre lo vede registrare ottime percentuali. La guardia è Mirza Alibegovic (1992), nato negli Stati Uniti, ma di nazionalità sportiva italiana. Figlio del grande Teoman, è un esterno atletico e forte fisicamente, che sfrutta queste qualità per imprimere tanta energia in difesa. Micidiale poi al tiro dalla distanza. Nella stagione in corso ha ulteriormente migliorato le proprie cifre, garantendo finora 11.1 p.ti e 4.1 rimbalzi ad incontro. Tira, inoltre, con il 40% da tre (su quasi sei tentativi di media) e con un eccellente 56% da due. L’ala piccola è, da qualche giornata, David Moss (1983), che non ha certo bisogno di presentazioni, in virtù delle prestigiose stagioni disputate con le maglie di Siena e Milano, che gli sono valse ben quattro scudetti consecutivi e tre Coppe Italia. È un atleta che sa giocare in ogni zona del campo, costruendo il canestro direttamente dal palleggio ed, al contempo, aprendo spazi importanti per i compagni. Dispone di un’intelligenza difensiva fuori dal comune e dà oltretutto una considerevole mano a rimbalzo. Giocatore di squadra! Le sue cifre, nelle quattro gare disputate, recitano: 14 p.ti, 8.3 rimbalzi, 1.8 recuperi e 2.8 assist ad allacciata di scarpe. Eccellenti anche le percentuali da due (59%) e da tre (50%). Praticamente infallibile poi dalla lunetta, con il 90%. Può anche giocare da “quattro” tattico in quintetti “piccoli”. L’ala grande è Damian Hollis (1988), che riveste alla perfezione il ruolo di lungo atipico, prediligendo il gioco fronte a canestro. Così facendo, porta i più lenti avversari lontano dall’area colorata, in terre a loro meno congeniali. Non è certo un intimidatore d’area, ma fa valere con astuzia delle doti tecniche da esterno puro. Unico neo, qualche amnesia di troppo in fase difensiva. Le sue cifre stagionali: 16.3 p.ti, 3.7 falli subiti e 7.4 rimbalzi a gara. Ottime le percentuali dal campo, sia da due (64%), sia dalla distanza (38% da tre). Da segnalare, inoltre, le 3.1 palle perse di media, che testimoniano come ogni tanto “esca” dalla partita, esagerando un po’. Il pivot è l’esperto Alessandro Cittadini (1979), tecnicamente più un’ala che un centro, che in stagione regolare ha scritto a referto numeri di assoluto rilievo: 10.1 p.ti (57% da due), 3.3 falli subiti e 5.4 rimbalzi a gara. Dopo aver girovagato in lungo e in largo, con la Leonessa sta vivendo una seconda giovinezza. Sfrutta a dovere la sua notevole esperienza nel pitturato, imprimendo sul parquet la necessaria cattiveria nella lotta sotto le plance. L’altro lungo è Davide Bruttini (1987), il quale, pur non disponendo di tantissimi centimetri, non fa certo mancare grinta e determinazione nei pressi dell’area colorata. Fornisce una grossa mano alla causa, assicurando preziosi rimbalzi e presidiando il canestro, senza alcuna remora nel fare a spallate con avversari spesso più prestanti fisicamente. Ecco le sue statistiche stagionali: 6.3 p.ti (52% da due) e 3.9 rimbalzi per partita. Importante anche il ruolo rivestito dal playmaker tascabile Marco Passera (1982), diventato l’uomo dei “break” e abile a garantire fosforo ed imprevedibilità quando viene chiamato sul parquet. I suoi numeri fino a questo momento: 4.3 p.ti e 2.6 assist, nei quasi 20’ di utilizzo medio. Buone, poi, le percentuali dal campo (40% da due, 39% da tre), anche se va detto che tira davvero poco, prediligendo giocare per la squadra. Una grossa mano arriva anche dalla guardia, ex granata, Franko Bushati (1985), che risulta particolarmente affidabile in uno contro uno, caratteristica che lo porta spesso in lunetta. Ha aiutato la squadra in stagione regolare con 7 p.ti e 3 rimbalzi a match. Tira, inoltre, con un buon 59% da due ed un migliorabile 31% da tre. Male ai liberi, con appena il 50%. Da quando è arrivato David Moss, non ha più trovato spazio Reginald Holmes (1987), che nelle 24 gare disputate con la Leonessa non ha di certo demeritato, mettendo a referto buoni numeri: 14.1 p.ti e 3.5 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Completano infine il roster l’ala-pivot del 1997 Leonardo Totè, interessantissimo prospetto del panorama nazionale, impiegato per più di 7 minuti di media, e la guardia del 1995 Davide Speronello, finora ai margini delle rotazioni.

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