Pallacanestro Trapani, la presentazione del prossimo avversario: Legnano

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La scelta estiva di confermare coach Mattia Ferrari e gran parte del gruppo di giocatori già in organico, aggiungendo una coppia collaudata sotto canestro (Ihedioha e Mosley) proveniente da Latina, ha ampiamente pagato, come dimostra il percorso compiuto nel girone di andata che ha proiettato i cavalieri medievali in vetta ed, al contempo, spostato gli obiettivi da una tranquilla salvezza al sogno del grande salto al piano di sopra. Andiamo ora ai singoli. La mente della squadra è Matteo Palermo (1991), che coniuga alla perfezione fisicità e qualità tecniche che lo rendono pericoloso in attacco ed, al contempo, a proprio agio nel dettare i ritmi del gioco. Le indubbie qualità atletiche lo rendono poi prezioso per la sua capacità di “accoppiarsi” anche con i “tre” avversari. Ecco i suoi numeri: 9.6 p.ti, 3.9 falli subiti, 3.1 rimbalzi e 2.8 assist di media. Migliorabili le percentuali dal campo (34% da due, 31% da tre). La guardia è il realizzatore americano Nikolas Thomas Raivio (1986), che si candida al titolo di MVP del campionato e che, tecnicamente, è un esterno davvero completo, che può dare una mano anche in cabina di regia, data la sua attitudine nel creare per i compagni. Il fisico possente lo aiuta oltretutto a tirare giù tanti rimbalzi ed ad attaccare il ferro con efficacia. Nelle uscite stagionali fino a questo momento ha scritto ben 19.6 p.ti, 4.6 falli subiti, 7.6 rimbalzi e 3.6 assist ad incontro. Da oltre l’arco dei 6.75 è poi davvero chirurgico (45%), la specialità della casa. On fire! Dovrebbe rimanere ai box fino a fine mese l’esperta ala, ex Forlì, Matteo Frassineti (1987) che nelle gare disputate ha spesso e volentieri fatto registrare numeri da “americano” (14.1 p.ti, con il 54% da due ed il 33% da tre). Particolarmente efficace sugli scarichi. Il ruolo di “quattro” è proprietà di Francesco Ikechukwu Ihedioha (1986), che sprigiona tutta la sua energia nei pressi dell’area colorata. Dal punto di vista tattico, esce spesso dal pitturato per colpire dalla distanza ma, ovviamente, anche da sotto non si fa pregare. È oltretutto una preziosa arma tattica poiché, data la sua versatilità, riesce a “marcare” avversari di diversi ruoli. Le sue medie: 9 p.ti e 4.3 rimbalzi a match. Tira più da tre (33%) che da sotto (53%). Il pivot è il saltatore, anch’esso ex Latina, William Mosley (1989) che, seppur leggerino, si fa parecchio sentire alla voce rimbalzi, mentre il suo apporto nella casella dei punti realizzati è a fasi alterne. Le sue lunghe leve costringono non di rado gli avversari a correggere le parabole di tiro, preoccupati dalle sue proverbiali stoppate (quasi 2 di media). In attacco non ha tanti movimenti spalle a canestro né grande tiro dalla media, ma viaggia sempre al piano di sopra e le percentuali da sotto sono storicamente altissime (62%). Dalla lunetta sono, solitamente, dolori (57%). Gli altri suoi numeri recitano: 10.4 p.ti, 3 falli subiti e ben 9.3 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Titolare aggiunto dell’Europromotion è la guardia Matteo Martini (1992), letteralmente esploso in questo scorcio di stagione che gli sta regalando un ruolo di primissimo piano. I numeri parlano da soli, con 13.1 p.ti, 3.7 falli subiti, 3.2 rimbalzi e 1.9 assist per gara. Il 46% da oltre l’arco dei 6.75 è poi la ciliegina sulla torta! Un buon contributo arriva poi dall’ala-pivot Federico Maiocco (1983), che è un lungo con mani da esterno, come certifica la media assist (2.2) e la propensione a concludere prevalentemente da fuori (25% da tre su oltre 4 conclusioni per gara). Completa l’opera assicurando alla causa anche 4.8 p.ti e 3.1 rimbalzi per partita. Prezioso poi per allungare le rotazioni è il playmaker del 1996 Alberto Navarini che, negli 11’ minuti concessigli di media, non fa mai mancare il suo contributo in cabina di regia (2.9 p.ti, con il 38% da tre). Completano infine il roster l’ala Luca Battilana (1998) ed il pivot del 1995 Michael Sacchettini, che finora non hanno trovato tantissimo spazio nelle rotazioni.

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