Pallacanestro Trapani, l’ex Marco Evangelisti: “Trapani ti voglio battere, ma sei nel mio cuore!”

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evangelistiMarco Evangelisti, arriva il derby. Agrigento-Trapani non è solo un confronto fra siciliane, ma è anche un po’ il tuo derby personale. Che effetto ti fa affrontare la formazione granata?

“Le partite contro Trapani sono per me sempre le più particolari. Se dicessi che sono gare come tutte le altre, mentirei”.

Cos’è che fa la differenza?

“Alla vostra città sono legati i ricordi più belli della mia carriera: a Trapani ho vissuto la stagione più ‘incasinata’ (letterale, ndr), ma anche la più bella della mia vita. Indimenticabile”.

Vero, è arrivata la promozione in LegaDue, al termine di una stagione sofferta, con pochissime certezze societarie e una specie di navigazione a vista…

“Forse proprio quella precarietà ha reso tutto così straordinario. Ci siamo compattati tutti: squadra, quel che rimaneva della società, tifosi. Fino ad arrivare al magnifico risultato finale. Una storia unica e per certi versi irripetibile. Ma la differenza non l’ha fatta il campo, piuttosto quello che c’era fuori dal campo”.

Cioè?

“Non mi era mai capitato di giocare in una piazza che avesse questa passione per la pallacanestro e che dimostrasse in maniera così totale un grande affetto nei miei confronti. Siccome io sono una persona che dà infinita importanza ai valori, è chiaro che Trapani rimane nel mio cuore”.

I ricordi più belli?

“La festa di Ostuni, dopo la partita decisiva per la promozione. E, soprattutto, la sfilata sull’autobus scoperto per le vie della città, fra le ali di tifosi, e il bagno di folla successivo in piazza Vittorio Veneto. Fantastico”.

Ti ricordo sul bus con la maglia della salute: sventolavi una bandiera granata…

“Grande entusiasmo (ride, ndr)… Sensazioni bellissime”.

Adesso, però, sei avversario.

“Certo. E voglio vincere!”.

Beh, ci mancherebbe. Ci sono due precedenti in precampionato, che forse significano poco per interpretare cosa potrà accadere domenica prossima sul parquet del PalaMoncada. O no?

“Sì, significano poco. In realtà, Trapani è in un momento di difficoltà e vorrà invertire la tendenza provando a vincere ad Agrigento. Noi, dal nostro canto, siamo partiti bene, ma nell’ultima gara di Veroli abbiamo perso giocando male. Quindi, siamo animati da voglia di riscatto. E poi è un derby…”.

Che significato attribuisci a questo derby? Che tipo di partita immagini?

“Noi sappiamo benissimo che Evans è un ottimo americano e che dovremo provare a limitarlo. Sappiamo anche che il nucleo di italiani che Trapani possiede è di prim’ordine. Sotto canestro, Renzi e Baldassarre sono due certezze. Insomma, sarà dura. Ma giochiamo in casa e vogliamo vincere. Sarà una sfida in cui conterà più l’agonismo che la tattica. Ricordiamoci, però: questo è un campionato equilibrato. Chiunque può vincere dovunque. Una regola a cui non sfuggirà, naturalmente, neanche questo Agrigento-Trapani”.

Ultima, Marco. La settimana è volata via ad Agrigento con un’atmosfera più frizzante, in vista del derby, o ancora l’attesa deve montare?

“Non ho percepito particolari differenze, ma sono certo che nelle ultime ore l’avvicinarsi del derby farà salire di molto l’attesa”.

Grazie, Marco. Vederti contro di noi e sperare che ogni tuo tiro non s’insacchi nella retina, anche questa volta, non sarà facile.                       

 

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