In rimonta, di carattere e col cuore: il Trapani si rilancia contro l’ex Boscaglia

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Al “Provinciale” non si respirava un’aria così leggera e festosa da tanti mesi. Era il Trapani di Cosmi, Petkovic, Scozzarella e Scognamiglio. Tutti nomi che adesso hanno salutato la causa granata, anche se a dire il vero il difensore oggi era in campo ma da avversario. Bordata di fischi per il roccioso numero 6; tanti invece gli applausi per il grande ex di turno: Roberto Boscaglia. Novara che si è schierato con un 3-5-2 a fare da schermo al 4-3-1-2 di mister Calori. Ecco la prima novità del girone di ritorno del Trapani: il cambio di modulo.

Le novità di formazione proposte dall’allenatore, anche lui ex di turno avendo seduto sulla panchina nella stagione 2013-14, sono molteplici. A cominciare dal portiere: dentro il neo arrivato Mirko Pigliacelli. Linea a quattro formata da Visconti, che prende il posto dell’ammaccato Rizzato; torna in mezzo capitan Pagliarulo affiancato dal sempre più convincente Kresic. Terzino a destra, Fazio.

In cabina di regia c’è sempre il numero 5 ma sulle spalle di un altro volto nuovo, vale a dire Fausto Rossi. Centro sinistra Barillà, a destra Federico Maracchi. Ad agire alle spalle dell’inedita coppia d’attacco Coronado-Citro, Nizzetto. In panchina si rivede Curiale, reintegrato, e l’attaccante Jallow.  Il Trapani inizia alla grande: al 3′ colossale palla gol capitata sui piedi di Lito Fazio che litiga col pallone spiovuto in area a seguito di un corner. Giocano bene i trapanesi che devono scontrarsi anche con un altro avversario inatteso oggi allo stadio: il vento. Eh già, perché le forti raffiche rendono praticamente poco fluido il gioco che vorrebbero gli allenatori per i loro giocatori.

Diventano perciò decisive le palle da fermo: il Novara ci prova su schema con un cross tagliatissimo di Viola che rischia di giocare un brutto scherzo a Pigliacelli; Citro invece, sempre sugli sviluppi di un angolo, centra la porta ma il destro al volo è facile preda di Da Costa. Il silenzio cala improvvisamente sul “Provinciale” quando Galabinov al 38′ batte il 16 granata con un improvviso mancino, potente e preciso. Sembra un film già visto questa stagione: il gioco del Trapani e il cinismo degli avversari. La reazione di Barillà e compagni non si fa attendere: dopo quattro minuti dallo svantaggio, Fazio, rimasto avanti, tenta il destro ribattuto dal braccio troppo largo di Mantovani. Per il signor Nasca è calcio di rigore che viene trasformato da Coronado con una traiettoria centrale. Si torna negli spogliatoi sul punteggio di 1-1. Il Trapani vuole la vittoria e con lui tutti i 4.322 spettatori.

Campi invertiti e vento a favore per i padroni di casa che tentano subito di far valere il vantaggio metereologico con un calcio d’angolo calciato da Coronado che però si spegne sul fondo nel palo più lontano. Il Novara dà l’impressione di non essere mai entrato in campo nella ripresa; allora il Trapani punge: arriva prima sui palloni e prende sempre più campo. Al 50′ la rimonta definitiva: azione manovrata sulla sinistra con Nizzetto che alza lo sguardo, palla in mezzo a trovare il taglio centrale di Maracchi. Scognamiglio è in ritardo sulla copertura e per l’ex Feralpisalò si spalancano le porte per il gol al debutto.

Di testa, in tuffo, Da Costa è battuto. Il centrocampista bagna nella maniera più nobile la prima con la maglia granata. Torna l’atmosfera da “Mille e una notte” al Provinciale come non si vedeva dalla metà della scorsa stagione. I brividi sulla schiena non tardano ad arrivare, anzi giungono poco dopo il ribaltamento del risultato: Kresic si traveste da ultimo uomo in grado di salvare due volte nello spazio di pochi secondi, prima su Galabinov e poi su Dickmann. Piemontesi che si scoprono favorendo Citro in contropiede. L’attaccante non riesce a trovare l’angolino giusto per chiudere i conti, giocando comunque una maiuscola prestazione per lo spirito di sacrificio. Boscaglia sceglie Macheda per Scognamiglio, Calori la vivacità di Canotto per un Coronado tanto sontuoso quanto sfinito. A sfiorare la rete restano però i granata con Pagliarulo che, di testa, impegna seriamente Da Costa da azione d’angolo.

Il portiere poco dopo rimane immobile ma ringrazia la buona sorte dopo il legno colpito da Kresic. A tre dalla fine, Di Mariano per Kupisz per l’arrembaggio finale. Calori decide di coprirsi con l’innesto di Legittimo al posto dell’applauditissimo Rossi. Il serrate finale ospite però non porta a nulla e, dopo i quasi cinque minuti di recupero, il Trapani torna alla vittoria che mancava dallo scorso 25 Ottobre. Allora, contro il Benevento, la decise Citro. Granata che restano sempre in fondo alla classifica a 16 punti che si accorciano dalla Ternana, perdente oggi a Pisa. Il cammino non è impossibile: la prima finale è stata vinta. La rimonta, da questa sera, non risulta poi tanto irrealizzabile. C’è ancora tanto su cui lavorare ma il 2-1 di oggi rappresenta un importante tassello per come è maturato. Gli spettri di fantasmi protagonisti, spazzati da una prova da vera squadra. Sabato prossimo, in trasferta, la Pro Vercelli.

 

*foto Trapani Calcio

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