Il trapanese Leandro Sugameli da leggenda alla “Maratona di Parigi”

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L’ha definita “l’esperienza più intensa della mia vita”. Leandro Sugameli si è catapultato in un’avventura pazzesca che l’ha visto protagonista nella “Maratona di Parigi”, giunta alla sua 41^ edizione e una delle gare più famose e con il percorso più bello del mondo. Sono stati addirittura 57 mila gli iscritti a questa importante manifestazione. Pochi gli italiani presenti alla competizione ma Sugameli si è saputo distinguere classificandosi alla posizione n° 5000 con un tempo di 3:28,49 dopo aver percorso 49 km. Al termine della corsa, incontenibile l’adrenalina del trapanese: « […] La prima cosa che ho imparato è che, riuscire a terminare una maratona non è cosa di tutti, per questo motivo quando ho passato il traguardo ho pensato di aver fatto storia e di essere una ” Leggenda”. Tutti mi dicevano che il mio obiettivo era la metà ma nella mia testa volevo solo arrivare sotto le 3h e 30m. Fatto!! Molti – prosegue Leandro – in questi giorni mi hanno domandato chi me lo faceva fare e quante gare avevo vinto. Oggi rispondo così: Finire una maratona esige un carattere molto forte, una grande intelligenza, dedicazione, una grande forza di volontà, un grande livello di pazienza e per ultimo una grande capacità di sofferenza… In definitiva esige essere una persona integra e un poco differente dagli altri esseri mortali… È una forma di vita!!!».

La vigilia della gara è stata tutt’altra che serena: «La notte prima ero nervosissimo e pieno di dubbi su che cosa e come si sarebbe svolta la gara. Poi pensavo a tutti voi che mi avete sostenuto, appoggiato e spinto, a cui ho stressato per mesi e mesi. Non avevo paura ma la tensione si faceva sempre più densa. Il gioco emozionale era iniziato e non potevo fermarlo, era normale ma dovevo iniziare a convivere con lui. Per questo ho iniziato a pensare ai lunghi e intensi allenamenti, alle giornate di freddo e di pioggia, alle gocce di sudore gettate e ai differenti luoghi del mondo che ho calpestato con le mie scarpe!! Ho pensato che i momenti duri erano già alle spalle e che avevo superato il mio esame con lode, per questo non c’era nessuna ragione per essere nervoso, ma che le emozioni le dovevo lasciare alla fine, quando passavo il traguardo. Durante i primi 10 km mi sono goduto la festa però sono stato molto attento a non farmi trasportare dalle altre persone e dalla musica. Ho cercato di controllare la velocità e la forza fin dal inizio, pensando che ne avrei avuto bisogno nel finale. Sono arrivato al 10 km senza sudare e senza spettinarmi. Molte persone che mi hanno superato in questo momento le ho superate io negli ultimi 12 km. Sono convinto che le energie che ho conservato in questo tramo sono quelle che mi hanno spinto fino alla gloria finale».

«Tra il decimo km e il 25esimo – continua – ho iniziato ad alzare un po’ il ritmo però sempre cercando di vivere la città, la gioia e la festa della gente che ci sosteneva. Passato il 21esimo km mi sono reso conto che ancora non avevo fatto niente e che mi mancavano altri 21km. Al 25esimo km ancora non sentivo i sintomi della stanchezza e il fatto che si correva sulla riva del Senna era una marcia in più per continuare con il ritmo previsto. […] Un mix di rabbia, euforia, dolore, fatiga, stanchezza, sentimenti puri, emozioni a fior di pelle, determinazione assoluta. Un mix di sensazioni meravigliose che fanno grande anzi grandissima questa prova. Qui per la prima volta ho pensato al 42esimo km. Sapevo che era arrivato il momento che non potevo correre con le gambe, neanche con la testa e neanche con il cuore….dovevo correre con la mia ANIMA. Passato questo momento infernale in un bosco sperduto e senza persone, mi ritrovo negli ultimi 200 metri finali. Ho vissuto intensamente questo momento, vedevo la meta, la gente che gridava, batteva le mani e gridava il tuo nome… e poi la vista del Arco del Trionfo che da oggi per me significherà tantissimo. Le sensazioni dopo la metà le continuo a sentire e penso che le sentirò per molto tempo. Cose difficili da spiegare, molto personali, molto intime e che in definitiva mi hanno fatto vivere un giorno da LEGGENDA e che mi spingeranno a correre un altra maratona. Oggi ho fatto storia!!!»

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