Un incubo divenuto realtà. Il Trapani retrocede in Lega Pro

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Dopo poco meno di un anno sono lacrime. Ancor più amare rispetto alla finale play off per la A persa contro il Pescara. Dopo quattro stagioni, da ieri il Trapani torna in Lega Pro. Sarà complicatissimo per una città intera, una squadra riprendersi da tale drammatica delusione. Non basta un girone di ritorno da urlo per siglare uno storico lieto fine: a nulla sono valse le emozioni che i granata hanno regalato ai propri di tifosi dalla prima in casa contro il Novara. E’ un Trapani che paga inevitabilmente il disastroso andamento dei 13 punti collezionati nella prima parte di stagione, anche se un segnale si era avvertito in una calda giornata estiva quando Daniele Faggiano rassegnò le proprie dimissioni da DS per passare al Palermo. Il chiaro malcontento di un Serse Cosmi e la mascherata calma di Pasquale Sensibile rappresentarono componenti che hanno inciso sulla squadra, totalmente smarrita e scarica dopo l’esaltante stagione precedente. Pagliarulo e compagni dati già per spacciati al giro di boa. Poi, il cambio con Alessandro Calori in panchina e Fabrizio Salvatori a ricoprire il ruolo di Direttore Sportivo: avvio tutt’altro che agevole, sembra tutto destinato. Invece no. Lentamente il Trapani l’entusiasmo, andando a giocarsela com tutti, complice anche una campagna d’acquisti invernale rivelatasi decisiva. È una gioia a tempo determinato perché il Trapani perde qualche punto pesante per strada e, nel momento in cui le forze psicologiche devono accompagnare quelle fisiche, tutto va via via sgretolandosi. Se costretti a far dietrologia, tra le altre, inutile dire quanto abbia pesato la sconfitta di sabato scorso in casa contro un Cesena già salvo. Come se il Trapani riuscisse a tirar fuori il meglio di sé quando si trova in circostanze quando ha tutto da perdere, ma che non riesce ad affrontare con tranquilla lucidità situazioni di “pochi metri dal traguardo”.

È la testa che comanda tutto: cuore, braccia, gambe. I giocatori sono arrivati scarichi all’appuntamento più importante. Anche al “Rigamonti”, ieri sera, l’approccio alla gara fa emergere quanto i granata abbiano difficoltà a presentarsi nelle serate che contano, la poca esperienza contro quella navigata del Brescia che prende il largo dopo 20 minuti portandosi avanti di due reti. Il gol di Curiale a tener vive le speranze di un pari che varrebbe quantomeno i play out con più di un orecchio alle gare di Ascoli ed Avellino. Si può discutere all’infinito dell’andamento delle partite appena citate ma bisogna ammettere le proprie colpe e i limiti di una squadra che va comunque applaudita nonostante l’epilogo drammatico. A tanto così da un traguardo da poter raccontare ai figli e nipoti, ad una retrocessione che pone davanti molteplici interrogativi.

Foto: fonte trapanicalcio.it

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